Weltanschauung Italia

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Weltanschauung Italia è un progetto editoriale nato nel 2011 dedicato alla riflessione filosofica e culturale contemporanea. www.weltanschauung.info https://www.amazon.it/stores/Weltanschauung-Italia/author/B0GCPX2NTV

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    COMMISSIONE COVID C'è questa commissione covid in cui ieri ha parlato il dott. Giovanni Fraiese. Tra le tante cose che spiccano ci sono i dati. L’unica cosa a cui dovrebbe fare riferimento la scienzah, giusto? Invece pare che siano stati ribaltati nella più grande opera di propaganda sociale e di marketing farmaceutico della storia. Secondo tali dati, il modo più sicuro di non ammalarsi era quello di non sierarsi. Come si evince dal grafico, emerge che chi non aveva fatto da cavia nemmeno una volta, rischiava meno degli altri. La linea degli 0 dose è quella più in basso. Più dosi, più aumentava il rischio. Eppure ricordate, ai sierati era stato dato il lasciapassare. Mentre chi era sano era stato trattato come un lebbroso, gli era stato impedito per legge di uscire, di prendere il bus, di studiare, di lavorare. Vedete, a noi frega poco di questa commissione, tanto sappiamo che non pagherà mai nessuno seriamente. Frega poco anche dei dati scientifici che emergono, abbiamo già le nostre idee da tempo. Invitiamo però tutti, ancora una volta, a riflettere su cosa è in grado di fare la propaganda, sul ruolo degli "studiati" attorno a noi e sulle masse. Se ricordiamo questa storia non è certo per discutere di vaccini e "pandemie" ma per mostrare come funziona il potere, la propaganda e la massa. È stato il miglior periodo da questo punto di vista, è valso più di mille trattati sull'argomento. Siamo stati fortunati. Non dimenticate mai ciò che abbiamo visto e vissuto. https://youtu.be/mqzDWBSjEEo?is=PGc92wBbt9FyWh7V WI

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    SMANIA Abbiamo parlato spesso di questa tendenza verso la "smania del fare". Quante volte, tra i commenti, si legge "eh ma in concreto che fate?". Chi rimprovera di scrivere invece di "fare" crede che il fare sia un corteo, una bandiera, una contestazione. Noi ribadiamo che ogni gesto politico che non nasce da una visione è soltanto un riflesso, e il riflesso è la forma d'azione delle cavie. Le piazze di questi giorni sono l'ennesima prova, guardate che caos, istanze giuste (carovita, no ai soldi per guerre non volute) mescolate all' antifascismo d'accatto e tante altre questioni in contraddizione tra loro. Per non parlare di questa convinzione che il governante di turno sia responsabile di politiche che gli cadono sulla testa dal dopoguerra o della moda palestinese che va a braccetto con le bandiere arcobaleno. Insomma una confusione di cui il potere ne va fierissimo. E mentre la piazza urla, chi dovrebbe formarla? La cultura ufficiale fa propaganda con il timbro dell'accademia, la gran parte della cosiddetta controinformazione è l'altra faccia della medaglia. A loro conviene così d'altronde. Il continuare a scrivere, a proporre visioni, a elaborare riflessioni, non è un'attività "inutile", come molti ancora ingenuamente pensano. Non è un rifugio dalla realtà, è l'unico lavoro che la precede. Si può cambiare un governo in una notte, ma un popolo senza visione sceglierà lo stesso governo la mattina dopo. È un discorso che non si vuole capire, e che a "qualcuno" fa comodo che non si capisca in modo da potersela ridere dall'alto come quando vede le scene di questi giorni in cui poveri manganellano altri poveri manipolati. Sì, fidatevi, se la ridono beatamente. WI

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    GIÙ LE MANI In questi ultimi anni, quante volte i genitori si sono visti scavalcare nelle scuole da strane associazioni politicizzate e ideologizzate, che hanno cercato di insegnare generici temi di «affettività e sessualità» senza il loro consenso? Non a caso, circoli transfemministi e arcobalenati sono in prima linea contro il ddl Valditara e in questi giorni sono lì a raccogliere firme. Toh, che strano... Cari amici, sapete che non ce ne frega niente di «destra» o «sinistra»: semplicemente, non siamo nati ieri. La maggior parte delle attività ideologiche si insinua nelle scuole con etichette ambigue. È così che funziona. Il ddl Valditara è una legge giusta perché i genitori possono conoscere, individuare e respingere in anticipo i progetti. Anzi, una legge da sola non basta, qui ci vuole un osservatorio permanente sul consenso informato, per impedire che la norma venga sabotata dai soliti che camuffano i progetti. Dicono che solo metà dei ragazzi faccia educazione sessuale a scuola, ma il problema non è se farla, ma chi la fa e con quali materiali. Non fatevi fregare da questa generica richiesta di «educazione sessuo-affettiva nelle scuole». Stanno usando studenti e movimenti, sfruttando la solita balla delle «destre cattive al governo» e dell'«antifascismo», per piazzare un cavallo di Troia e far subentrare nelle scuole determinati concetti. Inutile che raccogliate firme, non passerete mai. Il consenso, che tutti dicono di amare, diventa improvvisamente sospetto quando lo chiedono i genitori. Giù le mani dai bambini. WI

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ORACOLI Questa storia del "professionista, a pagamento" ormai è sfuggita totalmente di mano. Lo psicologo come oracolo domestico, perché «Il mio psicologo mi ha dettoh!» è roba ormai all'ordine del giorno. Più si confidano con il "professionista", che scambiano per guru, più diffidano del prossimo. Il prossimo diventa un potenziale pericolo, un «tossico», una «persona che non rispetta i miei confini». Il lessico clinico, travasato nella vita quotidiana, fa da corazza, ogni attrito diventa un trauma, ogni disaccordo un'aggressione, ogni amico scomodo un elemento da recidere. Che progresso, tutti hanno un confidente a pagamento, i governi elargiscono bonus psicologi, gli "influencer" famosi ti dicono che bisogna andarci eh, è una cosa normale, anzi tutti dovrebbero andarci, fa bene! Non servono amici veri con cui confrontarsi duramente e limpidamente, essi non capirebbero ciò che il "professionista" sa. Una società di monadi ben curate e perfettamente sole, accerchiate da queste figure che si riempiono le tasche per poi andare a loro volta in analisi. Un tempo si parlava di tali figure come "medico dei pazzi", nessuno se ne faceva un vanto, nessuno avrebbe mai detto «il mio psicologo mi ha detto» per darsi un'aria. Che stolti ignoranti che erano eh, credevano ingenuamente che l'uomo "guarisse" nel mondo, dentro i legami, nell'opera, nella fede, nei doveri, nelle gioie e nei dolori. Retrogradi. Oggi la seduta è diventata una cosa evolutiva, il disagio un titolo di merito. Dallo stigma dell'andare si è passati direttamente allo stigma del non andare, e chi non ha il suo terapeuta da citare passa pure per rozzo. Si è passati alla vanteria. Ehi tu ma sei sicuro che non ne hai bisogno? Tutti ne abbiamo! Abbraccia anche tu il progresso. Non essere medioevaleh! Cercati unobravoh! WI

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IPOCRITI LAMENTI Osserviamo i risultati di quarant'anni di scelte sbagliate, fatte da genitori convinti di fare il bene dei figli. Per una generazione intera, il lavoro dignitoso è stato quello che non sporca. Il camice bianco, la cravatta, la scrivania, il badge. Il figlio del falegname doveva diventare geometra, il figlio del fabbro impiegato di banca, il figlio del panettiere "dottore in qualcosa". Non importava in cosa, bastava il titolo. Il famoso pezzo di carta.. di cui magari vantarsi tra genitori. E oggi? Laureati in lettere che servono ai tavoli per ottocento euro al mese, mentre un idraulico bravo si fa aspettare tre settimane e chiede quello che vuole, perché sa che non c'è nessuno a rimpiazzarlo. Intanto le botteghe chiudono. Non per la crisi, non per la Cina, non per le tasse, o almeno non soltanto, chiudono perché non c'è nessuno a cui passare il testimone. Aziende con cent'anni di storia, con un sapere accumulato di padre in figlio, finiscono in liquidazione perché il figlio ha preferito un master in comunicazione. E quando un mestiere muore, non muore un fatturato, muore una competenza, cose che si apprendono solo guardando, sbagliando, ripetendo per anni accanto a chi lo sa fare. Una volta spento, quel sapere non si riaccende. Poi, naturalmente, ci si lamenta che i mestieri siano in mano agli stranieri. Ma è un lamento ipocrita. Quei posti non sono stati rubati, sono stati abbandonati. Li abbiamo lasciati vuoti con disprezzo, dicendo ai nostri figli che erano roba da ultimi, e ora ci stupiamo che li occupino gli altri? Chi è che a un certo punto ha deciso che la manualità fosse una condanna e non un'arte? Nei cantieri, nelle cucine, nei campi, nelle officine, c'è gente che fa ciò che si è smesso di voler fare, e che fa funzionare un paese il quale a parole disprezza il lavoro manuale, ma nei fatti non può farne a meno. Una mentalità peraltro travestita da amore. "Voglio che tu abbia una vita migliore della mia" ha significato, per milioni di genitori, "voglio che tu non faccia quello che ho fatto io". Come se appunto il saper costruire, riparare, forgiare, cucinare, coltivare fosse un gradino sotto il saper compilare un modulo. Si è insegnato ai ragazzi che valere significa stare seduti, e che il valore di un uomo si misura da quanto poco gli si sporcano le mani. Tornate con i piedi per terra cari sciocconi, il mondo delle scrivanie è saturo, precario, sempre più sostituibile da una AI che scrive relazioni e compila tabelle meglio di voi. Nessuna macchina, per ora, sa però rifare un tetto, sistemare un impianto, intagliare un mobile o tenere in vita un elettrodomestico. Il lavoro che avete disprezzato è quello che resiste; il lavoro che avete idolatrato è quello che si dissolve. WI

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