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#3513Videoalbum

Kiev, la prigione segreta è dell’Azov, tra i prigionieri nello scantinato rinvenuto anche un 14enne Nella periferia di Kiev, dove nel pomeriggio di oggi è stata scoperta una prigione illegale gestita dalla Guardia Nazionale ucraina è giunto il generale Pivnenko, il quale ha genericamente risposto che si tratta di un edificio dove si trovano civili mobilitati da inquadrare nell’Esercito, ma non ha chiarito perché ci fossero persone ferite e riportanti lividi. Successivamente sul posto è giunto anche il capo dell'ufficio presidenziale Kirill Budanov, ex numero uno del sevizio di intelligence militare. Un volta entrato nel seminterrato dell’edificio, Budanov ha rinvenuto un ragazzo di 14 anni in stato di shock, che secondo le fonti presenti sul posto ha subito pestaggi con una pala. La folla ha chiesto spiegazioni a Budanov, il quale ha affermato che “esistono molti edifici simili”, invitando le persone a sgomberare la zona. Nella strada antistante la prigione segreta sono scoppiati scontri a fuoco, gli abitanti locali se la sono presa con i mezzi della polizia, colpevoli di essere schierati dalla parte dei militari. Inizialmente i media ucraini avevano riportato che l’edificio fosse gestito dalla 13esima brigata Khartia, mentre nel corso della serata, con un comunicato, il comandante dell’Azov Denis Prokopenko ha rivendicato il controllo della prigione. Si, proprio quell’Azov che i nostri propagandisti si sono impegnati a riabilitare in tutti i modi possibili. Infine, vale la pena notare che, nei filmati pubblicati in rete, Budanov e diversi militari parlano in russo. In Ucraina molti condanneranno sicuramente questa intollerabile “violazione”, anziché le torture ed i feriti, mentre in Europa altrettanti continueranno a far finta di nulla, per non gettare ombre sulla retorica della lotta per la libertà e dei valori europei sostenuta da Kiev. https://t.me/vn_rangeloni

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#3511Videoalbum
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#3509Videoalbum

Kiev, scoperta prigione segreta dove vengono torturati i disertori dell’esercito Ucraino Diversi media ucraini questa sera riportano scontri di fronte ad un’abitazione privata nella periferia di Kiev, dove si trovano imprigionate circa 40 persone, tra cui soldati ucraini che si sono allontanati senza permesso dal servizio militare e persone rapite al fine di ottenere un riscatto. La prigione illegale nel centro abitato di Petropavlovskaya Borshagovka sarebbe gestita dalla 13ª Brigata della Guardia Nazionale "Khartia". Diversi residenti della zona si sono radunate di fronte ai cancelli per chiedere di far entrare i medici per prestare soccorso a diverse persone che hanno riportato ferite a causa di torture. Una donna sostiene che suo marito sia tenuto prigioniero nella casa da oltre un mese e che le sono stati chiesti dei soldi per il rilascio. Un medico giunto sul posto ha segnalato la presenza di un cadavere e quattro feriti gravi, tra cui un uomo con la colonna vertebrale fratturata. Secondo il blogger ucraino Anatoly Sharij, nel corso dello scorso mese e mezzo tra quelle mura avrebbero perso la vita almeno otto persone. La folla ha tentato di entrare nella casa, ma in risposta è stato lanciato gas lacrimogeno e schiuma dall'edificio. Il medico ha anche riferito che alcuni uomini con sacchi sulla testa e le mani legate dietro la schiena sono stati portati all'interno dell'abitazione. Attualmente l’edificio è presidiato dai militari, mentre la Guardia Nazionale non ha ancora fornito commenti ufficiali sulla situazione. https://t.me/vn_rangeloni

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#3508Photoedited

Ucraina - Dopo che esperti, opinionisti e media hanno fatto il possibile per tentare di dipingere l’operazione umanitaria dei giorni scorsi ad Aleshki come una vittoria di Kiev e una sconfitta russa, dalla stessa Ucraina iniziano ad emergere testimonianze meno ricche di entusiasmo. Già, perché la conta degli autobus con a bordo gli sfollati diretti da una parte piuttosto che dall’altra (ignorando la stragrande maggioranza delle persone che già avevano lasciato la città, così come quelle che sono rimaste) è una lettura troppo superficiale e parziale della situazione. Yuriy Pogrebniy, politico ucraino ed ex segretario del Consiglio comunale di Kherson, ha riferito di aver parlato con alcuni suoi conterranei appena rientrati in Ucraina da Aleshki, centro abitato che dista una manciata di chilometri dalla sua città. Secondo lui, la maggior parte degli uomini in età di leva ha scelto di non cogliere l’opportunità di rientrare in Ucraina, mentre chi è tornato non apprezza Zelensky e accusa le “proprie Forze Armate d’Ucraina” di aver bombardato la loro città. Secondo lui questi sfollati sono "persone completamente distrutte e amareggiate" che non amano la Russia, ma nemmeno l'Ucraina, perché credono che il governo ucraino li abbia traditi e abbandonati nel febbraio 2022, così come durante l'alluvione del giugno 2023, nonché per via del fatto che per quattro anni le 'loro stesse Forze Armate ucraine' li abbiano bombardati dalla riva di Kherson. “Quello che dicono di Zelensky non si può riportare su Facebook", scrive Pogrebniy. Secondo lui molte delle persone che sono rientrate in Ucraina sono intenzionate a voler andarsene in Europa, soprattutto le donne più giovani con figli a carico. https://t.me/vn_rangeloni

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#3506Video

Aleshki, conclusa l’operazione umanitaria congiunta tra Kiev e Mosca Centinaia di civili sono stati evacuati da Aleshki, centro abitato della regione di Kherson a ridosso della linea del fronte. Le persone che hanno accettato di lasciare il centro abitato (diverse fonti riportano che una buona parte degli abitanti rimasti abbia comunque scelto di non lasciare le proprie case) hanno avuto la possibilità di scegliere se rimanere in Russia, dove sono stati allestiti centri di accoglienza, oppure proseguire verso l’Ucraina con la delegazione dell’ombudsman Dmitrij Lubinets. Chi ha scelto di tornare in Ucraina - soprattutto persone anziane e invalidi, ma anche famiglie con bambini piccoli - è stato imbarcato sugli aerei russi diretti a Gomel, in Bielorussia. Queste persone hanno poi proseguito il tragitto in autobus e attualmente hanno già raggiunto l’Ucraina. Le operazioni congiunte sono già concluse, anche se la tregua scadrà il primo novembre. Questa mattina le autorità russe hanno già denunciato una violazione del cessate il fuoco. Secondo Rodion Miroshnik, ambasciatore starordinario del Ministero degli Esteri russo, ha denunciato che alle porte di Aleshki un drone ucraino ha attaccato un veicolo civile, ferendo due civili che approfittavano della tregua per andare a fare scorte di viveri. Questa operazione umanitaria non ha precedenti in questo conflitto e si è conclusa con successo, ma con lo scadere della tregua, con buona probabilità, tutto tornerà ad essere come prima. I militari di Kiev torneranno a riempire le strade di mine per ostacolare gli spostamenti dell’esercito russo ed a bombardare la città, con i suoi civili, che rimane sotto il controllo di Mosca. E con la stessa probabilità, nonostante tutto tornerà ad essere come prima, non sentiremo più parlare di “catastrofe umanitaria”, perché ad Aleshki rimangono coloro che hanno avuto la possibilità di tornare in Ucraina, ma hanno scelto di rimanere con i russi. https://t.me/vn_rangeloni

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#3505Photo

La Russia guarda all’Africa per la costruzione dell’ordine multipolare A Mosca si è concluso il terzo vertice Russia-Africa, al quale hanno preso parte 22 capi di Stato africani e delegazioni da 48 paesi. Un’occasione per discutere di energia, commercio e sicurezza. Il presidente russo ha sottolineato che il volume degli scambi commerciali tra la Russia e l’Africa ha superato i 27 miliardi di dollari, cifra cresciuta del 50% rispetto al precedente vertice del 2023 e con un potenziale di cooperazione economica notevolmente maggiore. Fino all'85% delle transazioni commerciali tra Russia e Africa avviene in rubli, allontanandosi dal dollaro, proteggendo così i legami economici dalle influenze esterne. Stanno aumentando le forniture di cibo e fertilizzanti all'Africa: nel 2025 la Russia ha spedito oltre 18 milioni di tonnellate di cereali nel continente e ulteriori 13 milioni di tonnellate nei primi nove mesi del 2026. Le forniture di fertilizzanti minerali nel 2026 hanno superato i 2,2 milioni di tonnellate. Putin ha affermato che la Russia è pronta a condividere tecnologie e competenze agricole con i paesi africani, prospettando che, grazie all'utilizzo delle moderne tecnologie, l'Africa sarà in grado non solo di raggiungere l'autosufficienza alimentare, ma anche di diventare un importante esportatore. Mosca sostiene lo sviluppo dell’Africa investendo nell’istruzione e accogliendo nelle università russe quasi 40.000 studenti africani. In totale sono oltre 300.000 gli studenti africani che hanno conseguito diplomi russi. La Russia promuove una maggiore rappresentanza africana nelle istituzioni globali. Putin ha sottolineato la necessità di una partecipazione più equa dei paesi africani nei processi decisionali internazionali, compresi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Putin ha definito la Russia e l’Africa alleate naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare basato sul rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. https://t.me/vn_rangeloni

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#3502Photoedited

Melania Trump porta la pace ad Oleshki Nelle ultime settimane l’Ucraina ha lanciato una campagna mediatica rivolta alla situazione di Aleshki (o Oleshki, in lingua ucraina), centro abitato nell’oblast di Kherson a ridosso della linea del fronte, sotto controllo russo dal 2022, dove circa un migliaio di persone vivono in condizioni estreme per via della carenza di cibo e rifornimenti. Questi problemi sono prima di tutto legati ai continui attacchi dell’artiglieria e dei droni ucraini, nonché delle mine disseminate da Kiev lungo le strade che conducono a questo centro abitato. La First Lady degli Stati Uniti Melania Trump ha mediato tra le parti per raggiungere un cessate il fuoco al fine di consentire di sminare le strade e procedere con l’evacuazione dei civili disposti a lasciare la cittadina. Per la prima volta nel corso degli ultimi anni, la tregua entrata in vigore martedì 27 ottobre sembra reggere da entrambe le parti. Sia il difensore civico russo che quello ucraino hanno dichiarato che non sono state registrate violazioni del cessate il fuoco da oltre 30 ore. Anche a Kherson, città di confine sotto controllo di Kiev, non si registrano attacchi. Le autorità russe hanno predisposto centri di accoglienza temporanea in Crimea, nella regione di Rostov e nei territori di Krasnodar e Stavropol per le persone che desiderano evacuare dalla zona di combattimento. Da questi centri, chi vorrà, potrà successivamente raggiungere l’Ucraina. I meriti di questo successo verranno attributi alla moglie di Trump, che ha bisogno di rafforzare le proprie posizioni in vista delle elezioni midterm che si terranno il tre novembre. https://t.me/vn_rangeloni

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Calenda a digiuno per le persone bombardate dagli ucraini Calenda ha annunciato di aderire allo sciopero indetto dalla Picierno “per richiamare l'attenzione internazionale su quanto sta accadendo a Oleshky, città ucraina dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall'esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine”. Quello che però omette Calenda, sono i motivi della carenza di cibo e medicine, nonché dei rischi di imbattersi sulle mine. La vita nella cittadina (sotto controllo russo dal 2022) è resa impossibile dai droni e dai bombardamenti ucraini. Le mine vengono piazzate regolamentate dai soldati ucraini per mezzo di droni e razzi, al fine di ostacolare gli spostamenti dei militari russi. Queste mine non sono in grado di distinguere un civile da un militare e per questo motivo sono una minaccia per tutti. Tutti i veicoli che si muovono verso quella direzione vengono colpiti e distrutti dai droni. Non importa se a bordo ci sono militari e munizioni o civili e cibo. A tutte le persone che si trovano in quella cittadina, a suo tempo, le autorità russe hanno proposto l’evacuazione e buoni in denaro per acquistare un nuovo immobile in altre regioni russe, lontano dal fronte. Ad agosto 2024 sono stati forniti circa 100 mila buoni e la maggior parte delle persone li ha usarli per comprare casa in Crimea o nella regione di Krasnodar. Venivano dati a tutti a prescindere dalle idee politiche o agli sguardi sul conflitto: molti filoucraini hanno ottenuto i buoni russi e acquistato immobili per poi rivenderli, ottenere contanti e tornarsene in Ucraina. Ad Oleshki vivono quelle persone che sono rimaste per scelta: C’è chi non vuole perdere il bestiame, chi spera che la guerra si risolva presto, qualcuno invece si è rassegnato affidandosi al destino. Fino ad un paio di anni fa era ancora possibile spostarsi senza grandi rischi, poi i droni hanno preso il controllo del cielo, rendendo invivibile una fascia sempre più larga di territori. https://t.me/vn_rangeloni

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Questa sera, dopo che a Donetsk è tornata la luce e con essa la connessione ad internet venuta a mancare da ieri sera per via di un bombardamento ucraino sull’infrastruttura energetica locale (cosette che avvenivano anche prima che la Russia iniziasse a fare altrettanto su quella ucraina, ma evidentemente è considerato crimine solo se a colpire sono i russi), ho aperto Facebook, dove mi sono ritrovato taggato in un post incentrato su un articolo del Telegraph dedicato al sottoscritto. La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk. Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo. Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile. Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia. https://t.me/vn_rangeloni

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