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Kiev, la prigione segreta è dell’Azov, tra i prigionieri nello scantinato rinvenuto anche un 14enne Nella periferia di Kiev, dove nel pomeriggio di oggi è stata scoperta una prigione illegale gestita dalla Guardia Nazionale ucraina è giunto il generale Pivnenko, il quale ha genericamente risposto che si tratta di un edificio dove si trovano civili mobilitati da inquadrare nell’Esercito, ma non ha chiarito perché ci fossero persone ferite e riportanti lividi. Successivamente sul posto è giunto anche il capo dell'ufficio presidenziale Kirill Budanov, ex numero uno del sevizio di intelligence militare. Un volta entrato nel seminterrato dell’edificio, Budanov ha rinvenuto un ragazzo di 14 anni in stato di shock, che secondo le fonti presenti sul posto ha subito pestaggi con una pala. La folla ha chiesto spiegazioni a Budanov, il quale ha affermato che “esistono molti edifici simili”, invitando le persone a sgomberare la zona. Nella strada antistante la prigione segreta sono scoppiati scontri a fuoco, gli abitanti locali se la sono presa con i mezzi della polizia, colpevoli di essere schierati dalla parte dei militari. Inizialmente i media ucraini avevano riportato che l’edificio fosse gestito dalla 13esima brigata Khartia, mentre nel corso della serata, con un comunicato, il comandante dell’Azov Denis Prokopenko ha rivendicato il controllo della prigione. Si, proprio quell’Azov che i nostri propagandisti si sono impegnati a riabilitare in tutti i modi possibili. Infine, vale la pena notare che, nei filmati pubblicati in rete, Budanov e diversi militari parlano in russo. In Ucraina molti condanneranno sicuramente questa intollerabile “violazione”, anziché le torture ed i feriti, mentre in Europa altrettanti continueranno a far finta di nulla, per non gettare ombre sulla retorica della lotta per la libertà e dei valori europei sostenuta da Kiev. https://t.me/vn_rangeloni
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Kiev, scoperta prigione segreta dove vengono torturati i disertori dell’esercito Ucraino Diversi media ucraini questa sera riportano scontri di fronte ad un’abitazione privata nella periferia di Kiev, dove si trovano imprigionate circa 40 persone, tra cui soldati ucraini che si sono allontanati senza permesso dal servizio militare e persone rapite al fine di ottenere un riscatto. La prigione illegale nel centro abitato di Petropavlovskaya Borshagovka sarebbe gestita dalla 13ª Brigata della Guardia Nazionale "Khartia". Diversi residenti della zona si sono radunate di fronte ai cancelli per chiedere di far entrare i medici per prestare soccorso a diverse persone che hanno riportato ferite a causa di torture. Una donna sostiene che suo marito sia tenuto prigioniero nella casa da oltre un mese e che le sono stati chiesti dei soldi per il rilascio. Un medico giunto sul posto ha segnalato la presenza di un cadavere e quattro feriti gravi, tra cui un uomo con la colonna vertebrale fratturata. Secondo il blogger ucraino Anatoly Sharij, nel corso dello scorso mese e mezzo tra quelle mura avrebbero perso la vita almeno otto persone. La folla ha tentato di entrare nella casa, ma in risposta è stato lanciato gas lacrimogeno e schiuma dall'edificio. Il medico ha anche riferito che alcuni uomini con sacchi sulla testa e le mani legate dietro la schiena sono stati portati all'interno dell'abitazione. Attualmente l’edificio è presidiato dai militari, mentre la Guardia Nazionale non ha ancora fornito commenti ufficiali sulla situazione. https://t.me/vn_rangeloni
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Ucraina - Dopo che esperti, opinionisti e media hanno fatto il possibile per tentare di dipingere l’operazione umanitaria dei giorni scorsi ad Aleshki come una vittoria di Kiev e una sconfitta russa, dalla stessa Ucraina iniziano ad emergere testimonianze meno ricche di entusiasmo. Già, perché la conta degli autobus con a bordo gli sfollati diretti da una parte piuttosto che dall’altra (ignorando la stragrande maggioranza delle persone che già avevano lasciato la città, così come quelle che sono rimaste) è una lettura troppo superficiale e parziale della situazione. Yuriy Pogrebniy, politico ucraino ed ex segretario del Consiglio comunale di Kherson, ha riferito di aver parlato con alcuni suoi conterranei appena rientrati in Ucraina da Aleshki, centro abitato che dista una manciata di chilometri dalla sua città. Secondo lui, la maggior parte degli uomini in età di leva ha scelto di non cogliere l’opportunità di rientrare in Ucraina, mentre chi è tornato non apprezza Zelensky e accusa le “proprie Forze Armate d’Ucraina” di aver bombardato la loro città. Secondo lui questi sfollati sono "persone completamente distrutte e amareggiate" che non amano la Russia, ma nemmeno l'Ucraina, perché credono che il governo ucraino li abbia traditi e abbandonati nel febbraio 2022, così come durante l'alluvione del giugno 2023, nonché per via del fatto che per quattro anni le 'loro stesse Forze Armate ucraine' li abbiano bombardati dalla riva di Kherson. “Quello che dicono di Zelensky non si può riportare su Facebook", scrive Pogrebniy. Secondo lui molte delle persone che sono rientrate in Ucraina sono intenzionate a voler andarsene in Europa, soprattutto le donne più giovani con figli a carico. https://t.me/vn_rangeloni
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Putin sta uscendo dall'isolamento con l’aiuto di Trump Il New York Times osserva che Mosca sta tornando ad essere al centro della politica internazionale, grazie anche al presidente statunitense. "Nel corso dell'ultima settimana, Putin ha avuto una serie di contatti diplomatici a Mosca: ha ricevuto telefonate dai leader di Finlandia e Norvegia, ha ospitato l'emiro del Qatar; il presidente dell'Iran al Forum dei Paesi Esportatori di Gas e ha incontrato leader africani. Questo dimostra come, a quasi cinque anni dall'inizio della guerra contro l'Ucraina, sia riuscito a sventare i tentativi occidentali di isolarlo e stia riportando la Russia al centro della politica internazionale. Putin viene invitato a importanti incontri, tra cui il forum APEC in Cina e al vertice del G20 a Miami, mentre l'amministrazione Trump sta discutendo nuovi contatti e possibili concessioni alla Russia. https://t.me/vn_rangeloni
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Aleshki, conclusa l’operazione umanitaria congiunta tra Kiev e Mosca Centinaia di civili sono stati evacuati da Aleshki, centro abitato della regione di Kherson a ridosso della linea del fronte. Le persone che hanno accettato di lasciare il centro abitato (diverse fonti riportano che una buona parte degli abitanti rimasti abbia comunque scelto di non lasciare le proprie case) hanno avuto la possibilità di scegliere se rimanere in Russia, dove sono stati allestiti centri di accoglienza, oppure proseguire verso l’Ucraina con la delegazione dell’ombudsman Dmitrij Lubinets. Chi ha scelto di tornare in Ucraina - soprattutto persone anziane e invalidi, ma anche famiglie con bambini piccoli - è stato imbarcato sugli aerei russi diretti a Gomel, in Bielorussia. Queste persone hanno poi proseguito il tragitto in autobus e attualmente hanno già raggiunto l’Ucraina. Le operazioni congiunte sono già concluse, anche se la tregua scadrà il primo novembre. Questa mattina le autorità russe hanno già denunciato una violazione del cessate il fuoco. Secondo Rodion Miroshnik, ambasciatore starordinario del Ministero degli Esteri russo, ha denunciato che alle porte di Aleshki un drone ucraino ha attaccato un veicolo civile, ferendo due civili che approfittavano della tregua per andare a fare scorte di viveri. Questa operazione umanitaria non ha precedenti in questo conflitto e si è conclusa con successo, ma con lo scadere della tregua, con buona probabilità, tutto tornerà ad essere come prima. I militari di Kiev torneranno a riempire le strade di mine per ostacolare gli spostamenti dell’esercito russo ed a bombardare la città, con i suoi civili, che rimane sotto il controllo di Mosca. E con la stessa probabilità, nonostante tutto tornerà ad essere come prima, non sentiremo più parlare di “catastrofe umanitaria”, perché ad Aleshki rimangono coloro che hanno avuto la possibilità di tornare in Ucraina, ma hanno scelto di rimanere con i russi. https://t.me/vn_rangeloni
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La Russia guarda all’Africa per la costruzione dell’ordine multipolare A Mosca si è concluso il terzo vertice Russia-Africa, al quale hanno preso parte 22 capi di Stato africani e delegazioni da 48 paesi. Un’occasione per discutere di energia, commercio e sicurezza. Il presidente russo ha sottolineato che il volume degli scambi commerciali tra la Russia e l’Africa ha superato i 27 miliardi di dollari, cifra cresciuta del 50% rispetto al precedente vertice del 2023 e con un potenziale di cooperazione economica notevolmente maggiore. Fino all'85% delle transazioni commerciali tra Russia e Africa avviene in rubli, allontanandosi dal dollaro, proteggendo così i legami economici dalle influenze esterne. Stanno aumentando le forniture di cibo e fertilizzanti all'Africa: nel 2025 la Russia ha spedito oltre 18 milioni di tonnellate di cereali nel continente e ulteriori 13 milioni di tonnellate nei primi nove mesi del 2026. Le forniture di fertilizzanti minerali nel 2026 hanno superato i 2,2 milioni di tonnellate. Putin ha affermato che la Russia è pronta a condividere tecnologie e competenze agricole con i paesi africani, prospettando che, grazie all'utilizzo delle moderne tecnologie, l'Africa sarà in grado non solo di raggiungere l'autosufficienza alimentare, ma anche di diventare un importante esportatore. Mosca sostiene lo sviluppo dell’Africa investendo nell’istruzione e accogliendo nelle università russe quasi 40.000 studenti africani. In totale sono oltre 300.000 gli studenti africani che hanno conseguito diplomi russi. La Russia promuove una maggiore rappresentanza africana nelle istituzioni globali. Putin ha sottolineato la necessità di una partecipazione più equa dei paesi africani nei processi decisionali internazionali, compresi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Putin ha definito la Russia e l’Africa alleate naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare basato sul rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. https://t.me/vn_rangeloni
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Aleshky, immagini dei soldati russi che bonificano dalle mine la strada principale che porta al centro abitato, dove da oltre due giorni regge la tregua. Lungo la strada si vedono numerosi veicoli distrutti e numerosi edifici danneggiati dai bombardamenti ucraini. Le autorità russe hanno preparato decine di tonnellate di aiuti umanitari da destinare agli abitanti della cittadina. Allo stesso modo tra oggi e domani verranno evacuati i civili che intendono lasciare Aleshki. I media ucraini riferiscono che la delegazione di Kiev guidata dall’ombudsman Lubinets è già arrivata in Bielorussia, da dove volerà ad Anapa, in Russia, per incontrare coloro che successivamente all’evacuazione vorranno trasferirsi in Ucraina. https://t.me/vn_rangeloni
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Melania Trump porta la pace ad Oleshki Nelle ultime settimane l’Ucraina ha lanciato una campagna mediatica rivolta alla situazione di Aleshki (o Oleshki, in lingua ucraina), centro abitato nell’oblast di Kherson a ridosso della linea del fronte, sotto controllo russo dal 2022, dove circa un migliaio di persone vivono in condizioni estreme per via della carenza di cibo e rifornimenti. Questi problemi sono prima di tutto legati ai continui attacchi dell’artiglieria e dei droni ucraini, nonché delle mine disseminate da Kiev lungo le strade che conducono a questo centro abitato. La First Lady degli Stati Uniti Melania Trump ha mediato tra le parti per raggiungere un cessate il fuoco al fine di consentire di sminare le strade e procedere con l’evacuazione dei civili disposti a lasciare la cittadina. Per la prima volta nel corso degli ultimi anni, la tregua entrata in vigore martedì 27 ottobre sembra reggere da entrambe le parti. Sia il difensore civico russo che quello ucraino hanno dichiarato che non sono state registrate violazioni del cessate il fuoco da oltre 30 ore. Anche a Kherson, città di confine sotto controllo di Kiev, non si registrano attacchi. Le autorità russe hanno predisposto centri di accoglienza temporanea in Crimea, nella regione di Rostov e nei territori di Krasnodar e Stavropol per le persone che desiderano evacuare dalla zona di combattimento. Da questi centri, chi vorrà, potrà successivamente raggiungere l’Ucraina. I meriti di questo successo verranno attributi alla moglie di Trump, che ha bisogno di rafforzare le proprie posizioni in vista delle elezioni midterm che si terranno il tre novembre. https://t.me/vn_rangeloni
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Ucraina, “i medici possono rifiutare di prestare servizio ai pazienti russofoni” Elena Ivanovska, Garante per la protezione della lingua di Stato in Ucraina, è tornata a far parlare di sé per le sue posizioni xenofobe. Secondo lei, un funzionario pubblico come un medico può decidere se aiutare o meno un paziente di lingua russa e che si tratta di una scelta morale. La Ivanovska cita la legge che stabilisce che i funzionari pubblici sono tenuti a parlare in lingua ucraina, ma ciò non significa che per via della questione linguistica di possa negare l’assistenza ai propri cittadini. https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramTrump propone Orban come Segretario generale all’ONU Il Wall Street Journal, che cita fonti interne, riporta che l'amministrazione Trump avrebbe proposto Orbán come candidato alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite in vista della scadenza del mandando di Guterres il prossimo 31 dicembre. Orbán potrebbe essere il candidato congiunto di Stati Uniti, Russia e Cina. Il Wall Street Journal ritiene con preoccupazione che, se eletto, Orbán potrebbe agire come difensore di Putin. https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramRussia, droni ucraini colpiscono Voronezh, due morti e 17 feriti Questa notte i droni ucraini hanno colpito diversi obiettivi civili nella città russa di Voronezh, tra cui un condominio, una scuola ed il treno Anapa-Mosca, ferendo 5 persone. Il bilancio complessivo dell’attacco sulla città è di due morti e 17 feriti. La notte precedente, del 25 ottobre, le Forze Armate ucraine avevano lanciato un massiccio attacco con droni contro i quartieri centrali di Belgorod, dove tre persone sono rimaste uccise e altre 14 persone sono rimaste ferite. Inoltre, per mezzo di un drone, era stato colpito l’autobus di linea partito da Mosca e diretto a Melitopol, causando ferite a tre civili. https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramProsegue lo scontro tra Musk e Zelensky sulle restrizioni a Starlink: Kiev ha violato i termini di servizio Elon Musk, citando un post dello stesso presidente ucraino Zelensky, ha spiegato le ragioni del rallentamento dei sistemi Starlink per l’esercito ucraino. "Lo spiego agli ignoranti: Zelensky stesso ha pubblicato un post sull'utilizzo di Starlink per attacchi con droni, il che viola i termini di servizio di Starlink", ha scritto Musk, allegando uno screenshot del post del presidente ucraino, evidenziando la frase "utilizziamo Starlink anche per attacchi a medio raggio". Musk aveva precedentemente affermato che “l'utilizzo di Starlink, un sistema commerciale civile, per attacchi con droni volti a uccidere persone non è mai stato autorizzato e non dovrebbe mai esserlo". https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramEuropa preoccupata dal possibile trilaterale tra Trump, Putin e Xi in Cina Tra qualche settimana i leader di Russia, Stati Uniti e Cina potrebbero incontrarsi al vertice APEC che si terrà in Cina. Questo scenario è già stato descritto da molti come una “nuova Yalta”. I propagandisti del Telegraph, ad esempio, temono che questo incontro potrebbe incentrarsi sulla “spartizione dell'Ucraina" e dell’Europa. Viene espressa particolare preoccupazione per il fatto che, rispetto alla Conferenza di Yalta del 1945, al tavolo con Russia e Stati Uniti al posto della Gran Bretagna ci sarà la Cina. La partecipazione della Cina al vertice rappresenterà un'opportunità per "dimostrare il suo status di superpotenza" e secondo i britannici il dialogo tra Xi, Putin e Trump creerebbe problemi per i tradizionali alleati degli Stati Uniti come Gran Bretagna, Ue e Giappone. Secondo Peskov, il portavoce di Putin, è sbagliato considerare questo possibile incontro come una "Nuova Yalta", ma “sarà sicuramente un incontro che attirerà l'attenzione del mondo”. https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramCalenda a digiuno per le persone bombardate dagli ucraini Calenda ha annunciato di aderire allo sciopero indetto dalla Picierno “per richiamare l'attenzione internazionale su quanto sta accadendo a Oleshky, città ucraina dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall'esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine”. Quello che però omette Calenda, sono i motivi della carenza di cibo e medicine, nonché dei rischi di imbattersi sulle mine. La vita nella cittadina (sotto controllo russo dal 2022) è resa impossibile dai droni e dai bombardamenti ucraini. Le mine vengono piazzate regolamentate dai soldati ucraini per mezzo di droni e razzi, al fine di ostacolare gli spostamenti dei militari russi. Queste mine non sono in grado di distinguere un civile da un militare e per questo motivo sono una minaccia per tutti. Tutti i veicoli che si muovono verso quella direzione vengono colpiti e distrutti dai droni. Non importa se a bordo ci sono militari e munizioni o civili e cibo. A tutte le persone che si trovano in quella cittadina, a suo tempo, le autorità russe hanno proposto l’evacuazione e buoni in denaro per acquistare un nuovo immobile in altre regioni russe, lontano dal fronte. Ad agosto 2024 sono stati forniti circa 100 mila buoni e la maggior parte delle persone li ha usarli per comprare casa in Crimea o nella regione di Krasnodar. Venivano dati a tutti a prescindere dalle idee politiche o agli sguardi sul conflitto: molti filoucraini hanno ottenuto i buoni russi e acquistato immobili per poi rivenderli, ottenere contanti e tornarsene in Ucraina. Ad Oleshki vivono quelle persone che sono rimaste per scelta: C’è chi non vuole perdere il bestiame, chi spera che la guerra si risolva presto, qualcuno invece si è rassegnato affidandosi al destino. Fino ad un paio di anni fa era ancora possibile spostarsi senza grandi rischi, poi i droni hanno preso il controllo del cielo, rendendo invivibile una fascia sempre più larga di territori. https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramZelensky disposto a rinunciare ai territori persi Nel corso di un’intervista a Fox News, al presidente ucraino è stato chiesto se è disposto ad accettare un accordo di pace che congeli i confini sulla base della situazione attuale, mantenendo quindi il controllo del 75% del Paese. Zelensky ha risposto in modo affermativo. Mosca continua a chiedere che Zelensky rinunci ai territori controllati dall’esercito ucraino nella regione di Donetsk. https://t.me/vn_rangeloni
Open in Telegram🇺🇸🇷🇺 Witkoff torna in Russia per portare un "piano aggiornato per porre fine alla guerra in Ucraina" Come riporta Axios, l'inviato di Trump ha raggiunto San Pietroburgo per presentare a Putin il nuovo piano elaborato in seguito ai colloqui di Oslo di ieri, dove Witkoff ha incontrato Zelensky, i leader di Norvegia, Finlandia e i rappresentanti di Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Unione Europea e NATO. Le parti ieri, secondo Axios, hanno discusso gli elementi chiave di un accordo di pace globale che includono garanzie di sicurezza a lungo termine per l'Ucraina, un piano per la ripresa economica postbellica e un'architettura di sicurezza europea più ampia, concepita per garantire la stabilità a lungo termine. Sempre secondo il funzionario statunitense citato da Axios, l'obiettivo del prossimo incontro tra Witkoff e Putin è quello di presentare gli accordi raggiunti con l'Ucraina e l'Europa, discutere le proposte con la Russia e aprire la strada a negoziati trilaterali diretti. Kushner, invece, ha partecipato ai colloqui in videoconferenza, ribadendo all'Ucraina in modo molto franco la richiesta di Trump di cessare gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe. Il presidente statunitense, nel suo discorso serale (avvenuto dopo l'incontro di Witkoff con Zelensky e i rappresentanti europei a Oslo), ha nuovamente criticato duramente Zelensky e gli ha chiesto di "raggiungere un accordo". https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramQuesta sera, dopo che a Donetsk è tornata la luce e con essa la connessione ad internet venuta a mancare da ieri sera per via di un bombardamento ucraino sull’infrastruttura energetica locale (cosette che avvenivano anche prima che la Russia iniziasse a fare altrettanto su quella ucraina, ma evidentemente è considerato crimine solo se a colpire sono i russi), ho aperto Facebook, dove mi sono ritrovato taggato in un post incentrato su un articolo del Telegraph dedicato al sottoscritto. La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk. Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo. Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile. Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia. https://t.me/vn_rangeloni
Open in Telegram🇲🇩 Moldavia, arrestate guardie di frontiera ucraine che hanno sconfinato mentre tentavano di catturare un uomo in fuga Due guardie di frontiera ucraine a bordo di un gommone a motore, dopo aver quasi fatto annegare a colpi di remi un concittadino che cercava di fuggire dal paese a nuoto verso la Moldavia, attraversando il fiume Dnestr, si sono arenate sulla sponda moldava. Lì, alcune persone che hanno assistito alla scena hanno chiamato la polizia. I cittadini moldavi, come riportano i filmati, hanno accusato le guardie di frontiera ucraine di aver tentato di far annegare un uomo a colpi di remi. Una pattuglia della Polizia di Frontiera moldava è giunta sul posto, arrestando le due guardie di frontiera ucraine per poi condurle a Cosăuți. La procura moldava ha aperto un'indagine sull'incidente per attraversamento illegale del confine. Secondo la Polizia di Frontiera, l'incidente è avvenuto lo scorso 15 ottobre. https://t.me/vn_rangeloni
Open in TelegramZelensky: o 70 miliardi di euro a Kiev o 20 milioni di nuovi rifugiati in Europa Secondo quanto riportato da Politico, a margine del vertice dei leader dell'Unione Europea, Vladimir Zelensky ha affermato che, se l’Ucraina dovesse finire in mano russa, altri 20 milioni di rifugiati potrebbero raggiungere i paesi europei, esortando l’Ue a continuare a sostenerlo. "Se Putin vince, quanti ucraini arriveranno in Europa? 20 milioni?", ha chiesto Zelensky. Un avvertimento che suona come un ricatto: ieri il presidente ucraino aveva chiesto ai Paesi dell'UE di stanziare ulteriori 70 miliardi di euro per consentire a Kiev di coprire le spese legate al conflitto. https://t.me/vn_rangeloni
Open in Telegram🇪🇺💰🇺🇦Zelensky all’Ue: ci servono almeno altri 70 miliardi L'Ucraina nel 2027 avrà bisogno di almeno altri 70 miliardi di euro. A sostenerlo è il presidente ucraino Vladimir Zelensky, esortando i leader europei a contribuire a garantire questo sostegno. "Il prossimo anno la guerra ci costerà 155 miliardi di euro e abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi da parte vostra per la difesa, gli armamenti e la nostra resilienza. Questa è una cifra realistica e vi chiedo di trovare questo sostegno", ha affermato il presidente ucraino durante una riunione del Consiglio europeo venerdì. Zelensky ha anche invitato i leader a investire nella difesa ucraina, nonché nella produzione congiunta di droni e altri sistemi d'arma nei paesi europei. https://t.me/vn_rangeloni
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